
Sergio Giorato, curatore del sito, già prefessore di Storia e Filosofia presso il Liceo “Fermi” di Padova. Trovi qui un suo profilo.
Un oscuro soldato austriaco, Joseph Kikinger, amante del disegno ci fornisce forse la prima immagine di Praglia, databile al 1825, epoca della visita dell’Imperatore Francesco I d’Austria

Le notizie sono tratte da: Scannerini Guglielmo, Praglia, 20 luglio 1825, in Santa Maria Assunta di Praglia. Storia, arte, vita di un’abbazia benedettina, a cura di C. Ceschi, M. Maccarinelli, P. Vettore Ferraro, Abbazia di Praglia, 2013, pp. 717-720.
Il 20 luglio del 1825 l’Imperatore Francesco I d’Austria – da buon primo funzionario del suo Impero – compie il suo secondo viaggio di ispezione nel nel Regno Lombardo Veneto. Il primo, avvenuto tra il 1815 e il 1816 aveva fatto seguito nell’immediatezza della vittoria su Napoleone. Per quanto riguarda l’area collinare, la visita del sovrano cominciò dalle Terme di Abano. In seguito il corteo si diresse verso le sorgenti termali di Monte Ortone – «per Cesarea paterna beneficenza serbate a ridonar salute all’infermo soldato» – e da ultimo a Praglia.
All’epoca il monastero, abbandonato dai monaci in seguito alla soppressione napoleonica del 1810, nei progetti degli amministratori locali stava per trasformarsi in uno «Stabilimento Centrale per tutti i pazzi delle Venete Provincie e del Tirolo, suscettibile di 500 piazze di ottimo ricovero, cura fisica e morale conveniente». L’alternativa di ripristinare la presenza monastica non era neppure stata presa in considerazione dai funzionari del sovrano. Sarà lui stesso, nei giorni seguenti alla visita, a ritenere che la restituzione ai monaci sarebbe stata meno onerosa del grandioso progetto di trasformazione in ospedale e in sintonia con una visione politica di favore per le istituzioni ecclesiastiche che animò la condotta dell’Imperatore che andava liberandosi da alcuni aspetti del Giuseppinismo, cioè di assegnare all’Imperatore anche la competenza sulla gestione del clero nazionale sottraendolo alla tutela del Papa, che lo contraddistinse nei primi anni di governo.
La visita imperiale fu l’occasione per la realizzazione di una litografia che pare essere la prima veduta a stampa del monastero. Il disegnatore lavorò sul posto ed è con ogni probabilità un modesto funzionario della sussistenza militare austriaca, interessato alle cure termali e dilettante di disegno, Joseph Kikinger. L’immagine fu stampata a Vienna insieme ad altre due vedute: una di Abano e una di Monselice.